Guido
Sperandio
IL DRAGO RACCONTA
la
più grande raccolta
nel web e non solo
Smashwords Edition
***
Copyright
© 2009-2012
by Guido Sperandio
All rights reserved. No part of this book may
be reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic
or mechanical, including photocopying, recording, or by any
information storage and retrieval system, without written permission
from the author, except for the inclusion of brief quotations in a
review.
Cover:
basic-idea e disegni di Guido Sperandio.
Thanks. Alla non meglio
identificata Lalla de Roma per l'impostazione grafica di copertina e
il logo - a Stefano Ferrera, artista digitale, per il decisivo
apporto.
***
Alla
memoria della gattona Tirilli,
detta anche Rilli, Rillona,
Tona.
Che vedo come se fosse qui tutt'ora:
accovacciata sulla
tastiera del PC.
A impedirmi di scrivere.
Io non osando
spostarla per non disturbarla.
***
Sulla scia del successo del mio libro IL DRAGO D'ORO, pubblicato da San Paolo, ho scritto tutte queste piccole storie. Entra nel loro fantastico mondo. Scegli il titolo che ti va di leggere oggi:

A sciacquone rubinetto risponde
Bau-Bau! Bau-ultimissime!
Briciola
Briciola di Briciola
Briciola-bri
Bricioletta
Briciolina
Briciolissima
C'è ora e ora
carobabbonatale@…
Caterina Gran Cucina
Due cuori un ciuffo
Elogio della vetrina
Estate bollente, il sole picchia
Gatta sorda? O uccellini muti?
Gatti cintura nera e topo bullo
Ghiribizzo
Ghiribizzo 2
Giuseppina, professione gallina
Gnomo gnorri
Grintosi cavalieri a duello
I Ridarelli
Il bel paese
Il cece perso
Il piccolo-piccolo passerotto e l'elefante grande- grande
Il piedone del pedone
Il racconto di Natale, la rapa del nemico
Il torto di volere aver ragione
Il vecchio della montagna
Il vecchio piroscafo e il cucciolo di nave
L'inventore che non finiva di inventare
La favola di Leonardo da Vinci, il genio
La guerra delle uova
La pantegana iridata
La scuadra del quore
La Venere muta
Le 3 mele tre
Le sorelle Foglia
Leggigli – Leggili – Leggi lì
Lo chiamavano Tentenna
M
Mimì
e il PC
N
Non
era ancora l’Anni Mille e un monaco irlandese immerso nel silenzio
della cella scrive...
O
Occhiali
occhialetti occhialoni per talpe talpini e piccoli bambini
Occhio al gattone di turno
Ohi,
ohi, poveri noi! Allegria!
P
Pezzo di carta e pezzo di pane
Pillole rime e Cina
Pippo Sbadatello gran scrittore
Pippo Sbadatello tra ciotole e ciottoli
Praticamente cioè OK!
Ragiona da te avrai ragione per tre
Ricordi di un maestro di karate (italiano) 6° dan
Se va bene a uno non va bene all'altro. A meno che…
Tirilli, la mia gattona
Via in auto incontro alla natura!
WEBBY, Il Piccolo Internettiano
***
A sciacquone rubinetto risponde
Il Sindaco annunciò: "Nella nostra splendida metropoli sorgerà l'edificio più avveniristico del mondo".
Seguì immediatamente l'eco trionfale dei giornali e per il progetto furono chiamati i più celebri architetti. Fra questi, uno famoso per avere costruito ghiacciai all'Equatore.
Alla fine l'edificio apparve.
Dopo la piramide di Cheope in Egitto, era decisamente la costruzione più grandiosa.
Conteneva 1936 uffici, supermercati e ippodromi.
Fu battezzato "Building 3000". Chiamarlo "2000" sarebbe stato castigarlo. Ridurne l'importanza. Toglierli un millennio di anticipazione sul futuro.
L'aria, dentro, era condizionata, pastorizzata, ossigenata e profumata alla violetta. E qualsiasi cosa tu volessi, bastava premere un bottone.
I telefoni? Non servivano.
Per comunicare bastava il pensiero: c'era un impianto dai fili invisibili. Così, se uno doveva dire qualcosa a qualcun altro, dovunque quest'altro si trovasse, metti in America o in Cina, bastava pensare: adesso glielo dico. E nella testa del destinatario le parole arrivavano esatte. Alla virgola.
Tutto era computerizzato, perfino lo sciacquone. Come poté constatare quel tale che, sbagliando bottone, mandò in tilt l'intero impianto che, all'istante, aprì i rubinetti di ogni piano.
Fu così che al primato della più avanzata costruzione, si aggiunse quello (meno invidiabile) della più avveniristica alluvione.
Tutti sappiamo che la metropolitana è quella specie di treno che corre sottoterra.
Nessuno sa invece di Uboldo, cane di razza dall'aspetto nobile e distinto, che la metropolitana la usa alla domenica.
La domenica, Uboldo va in piazza del Duomo perché lì c'è l'unica edicola in tutta la città che vende giornali per soli cani. E a Uboldo interessa essere aggiornato sulle notizie dell'intera settimana.
L'edicolante, che ormai conosce bene Uboldo, appena lo vede gli dispone il giornale in bocca.
Uboldo dà un paio di colpi con la coda e ringrazia, quindi se ne va col suo giornale... a forma d'osso!
Briciola
Ogni mattina il sole si alza presto
per arrivare puntuale a mezzogiorno
a risplendere nel bel mezzo del cielo.
Briciola di briciola
La campana che aveva tanto suonato, tace.
Aveva suonato per giorni, anche di notte, annunciato ore e mezz’ore.
E aveva condiviso per la gioia di tutti nascite, comunioni, matrimoni e feste, Natali e Pasque.
Con i suoi rintocchi aveva scandito eventi lieti e tristi, aveva battuto col cuore di ogni persona, grandi e piccoli.
Adesso, chi suona la campana per la campana che non è più in grado di suonare?
Briciola-bri
Il ruscello andava all’incontrario,
invece di scendere il monte, lo risaliva.
Correva tanto forte che arrivò in cielo.
Colpì una stella.
La stella scoppiò in lacrime
mentre il ruscello si frantumava in gocce.
Lacrime e gocce si trasformarono
in tante piccole splendide stelline.
D’oro.
Bricioletta
a parole accarezzano.
O colpiscono, dure, come sassi.
O sono inutili.
Le parole.
Imparale e impara ad usarle.
Amale, temile.
Sempre, tienine conto.
Tienile da conto.
Briciolina
Il sole, gentile, illumina anche i maleducati.
Perché il suo cuore è d’oro.
Come la sua luce.
Briciolissima
Vedi sempre di cavartela da solo. E se proprio non ce la fai, vedi almeno di rivolgerti a qualcuno che abbia le «i» tutte a posto, se non vuoi ricevere, invece di un «aiuto» un’«auto», magari a pezzi, malandata.
Da pagare come nuova, e anche cara.
Questa piccola storia contiene un piccolo gioco. Scoprilo.
Una sveglia aveva il vizio di dormire.
Anzi, per la precisione, si addormentava proprio all’ora di trillare: sia che fosse di buon’ora che a tarda ora.
A differenza dell’orologio del vecchio campanile che, al contrario, non vedeva l’ora di suonare, per cui le ore finiva col batterle… a tutte le ore. Per esempio, a mezzogiorno – ora di punta - i rintocchi da suonare erano ben dodici.
Ora, per il vecchio orologio – stanco per avere fatto le ore piccole durante tante notti – dodici rintocchi erano troppi.
Per la gran fatica, ora che aveva finito, erano le tredici, cioè l’una. E all’una era già l’ora di suonare ancora.
Fortuna che, stavolta, il tocco era uno solo.
Perciò il vecchio orologio ne approfittava per prendere tempo e fiato, col risultato di suonare l’una, e tornare poi daccapo: a suonare le due, le tre, a pochi tocchi per volta.
A questo punto, giunta l’ora di tirare una morale, dimmi tu:
volendo sapere l’ora a quale dei due orologi ti rivolgeresti?
Al vecchio campanile coscienzioso ma stanco?
O alla sveglia che si addormenta quando proprio è l’ora di dire che… è ora?
Il giochino era scoprire quanti significati, spesso, può avere una stessa identica parola.
In questo caso la parola era… era… Non dirmi che non l’hai indovinata!
carobabbonatale@…
Un tempo Babbo Natale era un vecchio signore con un pesante sacco in spalla che passava la notte della Vigilia a scarpinare nel gelo e nella neve. E a bussare alle porte per consegnare i doni.
Oggi invece Babbo Natale ha l’ufficio in un grattacielo da cui dirige flotte di navi, aerei, camion.
Si è tagliato il barbone candido, indossa giacca e cravatta e abiti eleganti.
Quando al grattacielo di Babbo Natale arriva la mail di un bambino, la mail viene letta da un computer che la smista in tempo reale ai PC del magazzino.
Anche il magazzino è computerizzato.
Così il dono viene prelevato da un robot programmato e caricato automaticamente per il trasporto a destinazione.
Al bambino arriva il dono insieme al conto per papà.
Il conto per papà è su allegra carta natalizia con la spiegazione in dieci e passa lingue di tutti i modi (facili e comodi) per pagare.
Firmato: Babbo Natale Company.
Caterina gran cucina
Caterina ha tagliato un cosciotto
e ha preparato uno stracotto,
per dargli gusto ci ha messo il sale,
il basilico, la salvia e, niente male,
ha condito con la mostarda
e con dei pinoli e una sarda.
Lo zibibbo ha macinato
e poi tritato.
Perché cucinare è un insieme di trucchi e misteri:
gli intenditori infatti sono assai severi.